Le “frise” pugliesi tra storia, tradizione e artigianato

Le “frise” pugliesi sono un tipo di taralli fatti con la farina di grano o di orzo, cotti, tagliati a metà e poi biscottati nel forno a legna e la loro consistenza dura li rende di facile conservazione per molti mesi.

Sembra che la nascita delle frise sia abbastanza antica, già nel periodo della colonizzazione greca nel Salento, intorno all’VIII secolo a. C., i Greci utilizzavano le frise come biscotti. Secondo alcune leggende, invece, si narra che le frise siano nate nel periodo delle Crociate, allorquando dovendo affrontare viaggi di molti giorni, i crociati avevano bisogno di un alimento che non si deperisse velocemente.

Altre fonti ancora vogliono che le frise si siano diffuse nel periodo in cui, con lo sfruttamento intensivo dei terreni, oltre un secolo fa, i contadini rimanendo negli agri e quindi lontani da casa per molti giorni d’estate, avevano la possibilità di cibarsi in modo nutriente e con prodotti che si conservavano facilmente e che costituivano una valida alternativa al pane. (Primula Meo).

Frise pugliesi
Le frise, oggi, sono una specialità molto rinomata durante l’estate salentina. Si trovano imbustate nei migliori forni e panifici del posto ma possono essere fatte anche in casa con pazienza e maestria, utilizzando ....
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Ingredienti
  1. 1 chilo di farina di grano o di orzo
  2. 350 grammi di lievito madre (un lievito naturale fatto con un impasto di acqua e farina, fermentato, in cui si sviluppano batteri e fermenti lattici che, producendo anidride carbonica, favoriscono la lievitazione naturale)
  3. 1 cucchiaio raso di sale e acqua tiepida
Istruzioni
  1. Dopo aver impastato tutto per bene e lavorato per lungo tempo fino a rendere la pasta omogenea, si procede a fare dei taralli di circa 5/6 cm di diametro, cercando di fare poi con le dita una rientranza laterale per facilitare il taglio successivamente.
  2. I taralli cosi formati si lasciano lievitare per almeno tre ore.
  3. Una volta lievitati, infornare a 200°/250°in forno preriscaldato per circa mezz’ora.
  4. Uscire dal forno i taralli ancora caldi e tagliarli in due inserendo lateralmente uno spago e tirarlo a strozzo in modo da dare vita alle frise che vanno rimesse nel forno e biscottate per altri circa 20/30 minuti a 150°.
Note
  1. La preparazione e il condimento delle frise, poi, è molto semplice. Basta bagnarle leggermente in una ciotola d’acqua e poi procedere con il condimento: un filo d’olio extravergine d’oliva, un po’ di sale, pomodoro fresco e origano. Ovviamente ognuno può aggiungere poi tutti i condimenti che gradisce.
  2. Alle frise è fortemente legato lo “sponza frise”, un accessorio in coccio, tipico dell’artigianato salentino, molto particolare, adatto per bagnare le frise e poi adagiarle per condirle e gustarle. Lo “sponza frise” (bagna frise) è un piatto fondo formato su due livelli, in quello inferiore viene messa l’acqua per bagnare le frise e su quello superiore, che copre metà piatto inferiore, formato con dei fori che servono per far sgocciolare l’acqua in eccesso dalle frise una volta bagnate, si adagia la frisa che deve essere condita. (P. M.)
Storia dei Sapori http://www.storiadeisapori.it/

One Comment

  1. 11-7-2014

    THE ITALIAN CUISINE, TASTE THE TRUE TASTE OF ITALY, la meraviglia della nostra cucina non smette mai di sorprendere anche una come me che ha trascorso un terzo della sua vita a spasso per il mondo, un saluto dalle #marche #arcera nei #sibillinisegreti

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